4. Disegnami così

€250.00

Giugno 2000, Toscana.

Le prime righe erano arrivate di fronte a quell’alba che non dimenticherò mai.

M’ero svegliato nella notte scoprendomi in una camera d’hotel, lei dormiva al mio fianco.

Trovai le sigarette accanto al libro sul comodino, m’alzai frugando nel buio e aprii la finestra dell’Hotel Dei Capitani, Montalcino.

L’estate immensa si stava svegliando.

Davanti e sotto di me, in una specie di buio che non era più notte, a perdita d’occhio, come immobili onde di mare, le colline della Valdorcia. Dal cielo viola si staccavano stelle e venivano giù, a me sembrava, senza nessun dolore. Per cadere sui fiori. E sulle vigne, mentre la luce cambiava e piano piano dall’orizzonte cresceva vitale, come un respiro gigante.

In una notte qualunque, nel mese di giugno, innamorato e con in mano un romanzo di Hemingway, per caso e senza preavviso, aprendo una finestra m’ero trovato affacciato sull’infinito meraviglioso.

Le prime righe arrivarono allora. Le scrissi di corsa col lapis su una pagina bianca de Il Vecchio e il Mare.

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Ora ero ad Arezzo, qualche mattina più tardi, nella mia stanzetta al quarto piano dell’appartamento in via Vittorio Veneto.

Stavo scrivendo ‘Hemingway’ e dalla finestra, come al solito, cercavo il dialogo col ciuffo verde che spunta sui tetti del pino più alto del colle del parco Pionta, luogo etrusco, misterioso e pieno di storia. Rifugio verde, silenzioso, amico.

Dall’altra parte, la mia porta si apre.

Nuda, con indosso solo gli stivali (lei sa che mi piace), viene verso di me. Mi bacia. Vede pronte la penna, matite, pennarelli.

Legge sul quaderno:

“C’è una barca pronta dietro a un’altra pagina..”

Volta la pagina, si siede sulla scrivania blu e mi dice:

Disegnami così.